Project 56: Introduzione

Nessuno sport costringe a fare i conti con i propri fallimenti come il baseball. Con una stagione della durata di 162 partite, nessuna squadra può mai pensare di portarle a casa tutte, o anche solo il 70% per cento di esse. Come dice Tommy Lasorda, un grande manager, bisogna dare per scontato che ogni anno sicuramente vincerai 60 scontri e ne perderai altrettanti: il successo della tua stagione dipende da cosa farai negli altri 42. E, in particolare, da quanto sarai bravo a reagire alle tante, e inevitabili, sconfitte.

Anche nella singola partita, ancor prima di entrare nel box di battuta, ogni giocatore sa già che ha molte più possibilità di uscirne scontento che felice. I più grandi campioni riescono a battere valido poco più di tre volte su dieci, il che significa che vengono eliminati le altre sette volte. Non esiste, nel mondo dello sport, un gesto tecnico più difficile di colpire bene con la mazza una pallina che ti viene lanciata a 160 km/h da 18 metri di distanza: quando sei in battuta tutto è a tuo sfavore.

È per questo che, se in una partita riesci a battere due valide, devi considerarti contento della tua prestazione. E che se riesci a battere anche una sola valida per tre o quattro match consecutivi, devi considerarti davvero contento delle tue prestazioni. È per questo che, tutte le volte che in America ci si chiede quale sarà il record sportivo che non verrà mai infranto, la risposta è una e una sola.

Dal 15 maggio al 16 luglio 1941, Joe DiMaggio dei New York Yankees riuscì a battere valido per cinquantasei partite di fila. Nessuno, né prima né dopo, è mai riuscito nemmeno ad avvicinarsi a questo record (Pete Rose e Wee Willie Keeler sono appaiati al secondo posto con 44); molto probabilmente, nessuno lo farà mai.

A quasi ottant’anni da questo straordinario record, Project 56 proverà a celebrare l’impresa di uno dei più grandi campioni di tutti i tempi (che purtroppo da noi è conosciuto quasi solo per il matrimonio con Marilyn Monroe), raccontando partita per partita quella che negli Usa viene chiamata The Streak.

Vi parleremo, volta per volta, di quello che è successo in campo, raccontandovi le storie dei protagonisti. Ma anche di quello che accadeva nel mondo mentre DiMaggio entrava nella storia, battuta dopo battuta. Le gesta dell’esterno centro italoamericano sono infatti avvenute quando l’Europa si trovava nel bel mezzo della seconda guerra mondiale e, anche se non c’era ancora stato l’attacco di Pearl Harbor, gli Stati Uniti guardavano con preoccupazione all’evoluzione del conflitto.

Vedremo anche cosa succedeva da questa parte dell’Atlantico in quel periodo, e grazie all’archivio online del Corriere della Sera daremo anche un’occhiata a quello che si scriveva sui giornali ai tempi, in un contesto in cui non esisteva libertà di stampa. Con un piccolo spazio anche per le notizie più strane e insolite del giorno.

Proveremo a raccontare più o meno una partita a settimana, e inizieremo molto presto, dal 15 maggio 1941 e dallo Yankee Stadium nel Bronx. Yankees contro White Sox, Tiny Bonham contro Eddie Smith.

Chiudete gli occhi. The Streak sta per iniziare.

Published by pierluigimandoi

No matter how good you are, you're going to lose one-third of your games. No matter how bad you are you're going to win one-third of your games. It's the other third that makes the difference. (Tommy Lasorda)

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