La stagione più strana: 2020 recap

«Ladies and gentlemen, boys and girls, good morning, good afternoon and good evening! Welcome to Taichung intercontinental baseball stadium!»

La stagione più strana della storia del baseball è iniziata così, da un piccolo stadio senza pubblico sull’isola di Taiwan. Era il 12 aprile, esattamente un mese dopo l’annuncio, da parte della Major League americana, che la preparazione al campionato 2020 sarebbe stata sospesa a tempo indefinito a causa della pandemia di Covid-19. Negli Stati Uniti e in Europa si stava entrando nel periodo più duro della cosiddetta “prima ondata”, ma a Taiwan erano riusciti a tenere il virus sotto controllo grazie al contact tracing, così bene da permettere anche allo sport di ricominciare. E così, gli occhi di tutto il mondo del baseball si sono concentrati per un mese sulla CPBL (Chinese Professional Baseball League). Una lega stranissima con quattro sole squadre ma una regular season da 120 partite, e un livello di gioco ben inferiore a quello che siamo abituati a vedere. Ma era sport, ed era baseball ad aprile 2020. Considerato tutto, era più che abbastanza.

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Justin Turner seduto a terra, senza mascherina, di fianco al trofeo della World Series appena vinta dai suoi Los Angeles Dodgers al termine di gara 6 contro i Tampa Bay Rays, giocata nel campo neutro di Arlington, Texas.

La stagione più strana della storia del baseball è finita così. Turner, quella gara 6, l’aveva dovuta lasciare a metà, perché aveva saputo di essere risultato positivo al coronavirus. La cosa, comunque, non gli ha impedito di festeggiare con i compagni, senza mascherina. Anche se la situazione epidemiologica negli USA, in quel periodo, era ancora pessima.

Due immagini opposte, da due Paesi radicalmente diversi. Anche lo sport è politica.


In mezzo, tra la prima e la seconda immagine, sette mesi di baseball, e alcuni momenti che non dimenticheremo facilmente. Provo a elencarne 9, uno per ogni posto nel lineup di una squadra, in ordine cronologico.

9 – Opening Day a Luglio

Prima il lockdown e le incertezze della pandemia, poi i litigi tra proprietari e i giocatori sull’adeguamento dei compensi a causa della mancanza di pubblico. La stagione MLB non sembrava iniziare mai. Poi è arrivato l’accordo: stagione brevissima da 60 partite con inizio il 23 luglio.

Gerrit Cole, super acquisto della offseason per i New York Yankees, senza pandemia avrebbe esordito davanti a 40mila persone. Invece lo ha fatto al Nationals Park di Washington, senza nessuno sugli spalti. Immagini che fanno effetto anche adesso che ci siamo abituati agli stadi vuoti.

Ah, e in quella partita il primo lancio inaugurale, che di solito spetta ai presidenti, l’aveva fatto l’immunologo Anthony Fauci: i Nationals non avevano invitato Trump. Anche questo, ce lo ricorderemo per un po’ (tecnica di Fauci rivedibile a parte).

8 – La rivincita di Joe Kelly

Prima che il 2020 prendesse la sua strada, le conversazioni nel mondo del baseball si incentravano quasi tutte sullo scandalo degli Houston Astros, la squadra che aveva vinto il titolo del 2017 rubando i segnali agli avversari. L’indagine della MLB non aveva tolto il trofeo alla squadra e non aveva squalificato nemmeno un giocatore, una punizione troppo leggera secondo molti. Joe Kelly dei Los Angeles Dodgers, allora, ha pensato così di vendicarsi.

7 – Black Lives Matter

Il 2020 è anche l’anno delle lotte contro il razzismo negli USA. Dopo l’uccisione di George Floyd da parte della polizia il 26 maggio, il movimento Black Lives Matter ha scosso le coscienze di tutto il mondo, e lo sport non ha fatto eccezione. Del 2020 ricorderemo per sempre anche gli atleti in ginocchio durante lo Star Spangled Banner.

6 – Fernando Tatis Jr. vs regole non scritte

Non esultare troppo marcatamente dopo un fuoricampo. Non rubare le basi o girare la mazza su 3 ball e 0 strike se sei in vantaggio di molto. Regole non scritte arcaiche, che tolgono divertimento ai giocatori, e di conseguenza al pubblico. Fernando Tatis Jr., giovanissima superstar dei San Diego Padres, ha deciso di ribellarsi, ed era ora. Alcuni non l’hanno presa bene.

5 – I campioni che ci hanno lasciati

Tom Seaver, Bob Gibson, Lou Brock, Joe Morgan, Whitey Ford. Tantissimi Hall of Famer sono passati a miglior vita nel 2020. Ne abbiamo approfittato per sognare, di nuovo, rivedendo le loro imprese.

NEW YORK – CIRCA 1969: Pitcher Tom Seaver #41 of the New York Mets pitches during an Major League Baseball game circa 1969 at Shea Stadium in the Queens borough of New York City. Seaver played for the Mets from 1967-77,83. (Photo by Focus on Sport/Getty Images)

4 – Il fuoricampo di Michael Brosseau

La storia dell’anno sono i Tampa Bay Rays, che sono arrivati a giocarsi la finale con un team non convenzionale, giovane e, in gran parte, precedentemente sconosciuto. Hanno battuto in Division Series i New York Yankees con il fuoricampo di Michael Brosseau, catcher di riserva. Qualche mese prima il closer di New York, Aroldis Chapman, lo aveva quasi colpito alla testa con un lancio. Nel fuoricampo decisivo la sua rivincita.

3 – Il folle walk-off di Brett Phillips

Sempre Tampa Bay Rays, un altro eroe completamente inaspettato. Brett Phillips. Gara 4 di World Series contro il closer dei Dodgers, Kenley Jansen. In questa giocata c’è di tutto. Un battitore che secondo ragione non dovrebbe mai battere valido, ma lo fa; errori in difesa; un corridore che scivola, si rialza e arriva comunque salvo a casa base. I Rays hanno perso la serie, ma questo momento resterà per sempre storico.

2 – Dodgers Win!

Aspettavano questo momento dal 1988. I Los Angeles Dodgers, la squadra più forte del campionato, hanno trionfato dall’inizio alla fine, riuscendo a superare le difficoltà che li avevano bloccati nelle precedenti postseason. Una vittoria meritata: ecco l’ultimo lancio della stagione.

1 – Nuovi cambiamenti

Il campionato è finito da un paio di mesi, ma già ci sono delle grandi novità per il futuro.

I Cleveland Indians, come già fecero i Washington Redskins di football, cambieranno dopo il 2021 un nome che è stato tacciato di razzismo dai nativi americani.

I Miami Marlins, invece, hanno finalmente rotto un gigantesco soffitto di vetro: per la prima volta una squadra avrà un general manager donna, Kim Ng.

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Published by pierluigimandoi

No matter how good you are, you're going to lose one-third of your games. No matter how bad you are you're going to win one-third of your games. It's the other third that makes the difference. (Tommy Lasorda)

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