Contenuti extra: l’intervista completa a Pietro Nicolodi per MM n.1

E’ uscito oggi sul sito de La Sestina il primo numero di MM di questo biennio, al cui interno trovate il mio pezzo sul lavoro dei telecronisti sportivi durante una pandemia. Come bonus per chi volesse saperne di più, riporto qui per intero l’intervista concessami da Pietro Nicolodi (Sky Sport) per la realizzazione dell’articolo.Continue reading “Contenuti extra: l’intervista completa a Pietro Nicolodi per MM n.1”

I 108 punti di contatto tra la Chiesa e il baseball

Ciao! Sono Francesco Zecchini e curo il blog “La Chiesa spiegata bene” sulla Santa Sede e sulla sua politica estera. Sono qui ospite -spero gradito – per parlare un po’ del rapporto tra la Chiesa e il baseball.

Ci sono 108 grani in un rosario e 108 punti di cucitura in una palla da baseball. Quando l’ho scoperto mi sono fatta cattolica.

Questa frase che l’attrice Susan Sarandon ha pronunciato nel film “Bull durham” mostra il legame che c’è tra la Chiesa Cattolica e il baseball, dedicato al successo inaspettato di una piccola squadra da baseball.

Partiamo da Papa Francesco che durante un’udienza in piazza San Pietro – poco dopo la sua elezione – ha invitato un ragazzo a lanciargli una palla per poi prenderla al volo tra gli sguardi preoccupati della sicurezza. Le immagini hanno fatto il giro del mondo.

C’è addirittura una squadra di baseball che porta il nome del pontefice. Si tratta del team della scuola che prepara al college Pope Francis a Springfield, in Massachussets. Anche la località non è casuale: in un’altra Springfield si è svolto uno dei più famosi episodi di baseball in un cartone animato visibile in Italia. Si tratta dell’episodio dei Simpson Homer alla battuta.

La Chiesa Cattolica ha un suo piccolo spazio anche nella Major League Baseball americana. Lo offrono i San Diego Padres, che hanno come mascotte un frate vestito con un saio che sarebbe francescano se non fosse per il colore blu del team californiano.

Le mascotte sono una delle caratteristiche dello sport americano, Ewen Roberts/Wikimedia Commons

Anche gli elettori del papa – i cardinali, qui racconto la storia di uno che è stato appena dimissionato dal conclavehanno una squadra collegata a loro in qualche modo. Si tratta del secondo team più vincente della Major League Baseball: i St. Louis Cardinals dal Missouri che hanno vinto ben 11 World Series nella loro storia. L’ultima nel 2011.

P. S. Ringrazio Pierluigi, l’autore di questo blog. Lui sa perché.

Project 56: Game 1

Il 15 maggio del 1941 era un giovedì. Una giornata come tante altre, purtroppo, in quell’anno devastato dalla guerra. Cinque giorni prima, la Luftwaffe aveva bombardato Londra per quella che sarebbe stata l’ultima volta, uccidendo 1.400 persone e distruggendo l’edificio della Camera dei Comuni.

Negli Stati Uniti la guerra non era ancora arrivata, mancava ancora qualche mese all’attacco di Pearl Harbor. Ma le tragiche foto del bombardamento a Londra campeggiavano su tutti i giornali, grande fonte di preoccupazione per un popolo già messo in ginocchio dalla Grande Depressione.

Quel pomeriggio non si presentarono in troppi, allo Yankee Stadium nel Bronx, per la partita tra New York Yankees e Chicago White Sox. 9.040 persone, recita il tabellino su baseball-reference.com. C’entra tantissimo, ovviamente la situazione economica non ideale, che scoraggiava molti da compiere spese superflue come un pomeriggio allo stadio. C’entra anche un po’ il fatto che, quell’anno, gli Yankees stavano giocando davvero malissimo. Certo, il baseball già allora aveva dimostrato di essere lo sport perfetto per risollevare il morale degli americani anche nei periodi peggiori. Ma, se si doveva andare allo stadio per vedere del gioco scadente e tornare a casa più arrabbiati di prima, non biasimo chi preferiva lasciare vuoto il proprio seggiolino. I Bronx Bombers, nonostante la grande qualità sulla carta, erano sotto quota .500 (14-15) e avevano perso quattro partite di fila e otto delle ultime dieci. Continue reading “Project 56: Game 1”

Project 56: Introduzione

Nessuno sport costringe a fare i conti con i propri fallimenti come il baseball. Con una stagione della durata di 162 partite, nessuna squadra può mai pensare di portarle a casa tutte, o anche solo il 70% per cento di esse. Come dice Tommy Lasorda, un grande manager, bisogna dare per scontato che ogni anno sicuramente vincerai 60 scontri e ne perderai altrettanti: il successo della tua stagione dipende da cosa farai negli altri 42. E, in particolare, da quanto sarai bravo a reagire alle tante, e inevitabili, sconfitte.

Anche nella singola partita, ancor prima di entrare nel box di battuta, ogni giocatore sa già che ha molte più possibilità di uscirne scontento che felice. I più grandi campioni riescono a battere valido poco più di tre volte su dieci, il che significa che vengono eliminati le altre sette volte. Non esiste, nel mondo dello sport, un gesto tecnico più difficile di colpire bene con la mazza una pallina che ti viene lanciata a 160 km/h da 18 metri di distanza: quando sei in battuta tutto è a tuo sfavore.

È per questo che, se in una partita riesci a battere due valide, devi considerarti contento della tua prestazione. E che se riesci a battere anche una sola valida per tre o quattro match consecutivi, devi considerarti davvero contento delle tue prestazioni. È per questo che, tutte le volte che in America ci si chiede quale sarà il record sportivo che non verrà mai infranto, la risposta è una e una sola.Continue reading “Project 56: Introduzione”

Ciao mondo!

If you build it, they will come.

“Pensa quanta gente, Ray. Verranno per motivi che neanche loro sapranno spiegare. Imboccheranno il tuo viale senza comprendere il perché. Arriveranno alla tua porta innocenti come bambini, colmi di nostalgia. «Venite, non ci dispiace che guardiate in giro!», gli dirai, «Sono venti dollari a persona». E ti daranno i soldi senza pensarci un attimo, perché i soldi li hanno: è la pace che gli manca. Poi andranno verso le tribune, si siederanno in maniche di camicia sotto il sole a picco, e scopriranno di avere i posti riservati lungo le linee del diamante, dove sedevano da bambini. E tiferanno per i loro eroi. Guarderanno la partita e si sentiranno come se si fossero tuffati in un magico sogno. Le memorie saranno così tangibili che dovranno spazzarle via dalla faccia. Verrà un sacco di gente.

L’unica costante, in tutti questi anni, è stata il gioco del baseball. L’America è stata travolta da mille rulli compressori, è stata cancellata come una lavagna, ricostruita e ricancellata. Ma il baseball ha segnato il tempo. Questo campo, questa partita, sono parte del nostro passato. Ci ricordano tutto quello che un tempo era buono e potrebbe tornare ad esserlo.

Oh, la gente verrà. La gente verrà eccome.”Continue reading “Ciao mondo!”